È ora di agire!

13.05.2021

Recentemente abbiamo appreso dall’Unione europea che quasi tutti gli Stati membri si erano espressi in favore della reintroduzione delle farine animali nell’alimentazione degli animali da reddito, a condizione che vi sia la rigorosa separazione dei rispettivi prodotti secondari tra le varie specie animali, con l’eccezione per la sola acquacoltura («divieto di cannibalismo»).

Dopo che questi prodotti sono stati demonizzati per anni nell’ultimo millennio in seguito alla crisi dell’ESB, sembra che ora si stia assistendo ad una loro rivalutazione, anche alla luce delle discussioni sulla sostenibilità: queste fonti di proteine, che sono preziose grazie al loro contenuto equilibrato di amminoacidi di elevata disponibilità, devono di nuovo essere fornite al bestiame anziché finire nei forni di cemento come accadeva da anni.Ciò renderà possibile una sostituzione per lo meno parziale della soia impiegata attualmente. In questo caso, ovviamente, sarà imperativo rispettare i re­quisiti igienici legali – anche questa è una lezione che ci ha impartito il trattamento igienico, all’epoca insufficiente, delle rispettive farine animali soprat­tutto nel Regno Unito.
Ora c’è da sperare che questa nuova visione venga adottata il più rapidamente possibile anche nel nostro Paese, sia da parte delle autorità competenti sia dall’insieme dei consumatori. Sebbene la separazione dei flussi di merce per specie nella produzione di mangimi, nei trasporti e presso gli agricoltori possa rappresentare una sfida particolare, i primi segnali suscitano tuttavia legittime speranze per un recupero più efficiente delle carcasse. Infine, se dovesse essere abolito anche il divieto di somministrare la broda per suini con avanzi di carne adottato in allineamento con l’UE, la valorizzazione delle carcasse potrebbe finalmente essere riportata sulla strada della ragione tanto attesa e, di conseguenza, si potrebbe nuovamente incrementare il valore aggiunto nel nostro settore. Ciò nella consapevolezza che gli allevatori di suini del nostro Paese si avvalevano di buoni metodi per l’utilizzazione.Tuttavia, oltre alla disponibilità e alla volontà dell’intera filiera della carne, ciò richiede soprattutto la volontà delle autorità competenti e dei consumatori. Perché l’uso attento ed efficiente delle nostre limitate risorse sta diventando sempre più un dovere, anche di fronte all’aumento della popolazione mondiale!

Ivo Bischofberger, presidente
Ruedi Hadorn, direttore